lunedì 20 luglio 2015

LA FINESTRA SUL CORTILE INGLESE: GLI SPECCHI DI THERESA

Nella stessa intervista a Theresa May citata nell'articolo del Guardian, intervista che ho ascoltato quasi per intero stamane e che non si trova ancora in rete, la stessa segretaria di stato per gli Affari Interni, incalzata dalla giornalista, si arrampica sugli specchi quando le viene chiesto piu' volte COME intendano precisamente intervenire per individuare/prevenire/fermare la radicalizzazione islamica. Di fatto si sa, fra le altre cose, che il governo tornera' alla carica con una nuova proposta per implementare il controllo dei relatori nelle universita'. La prima proposta, lanciata non molto tempo dopo l'attacco di Parigi alla sede di Charlie Hebdo, venne bocciata dal parlamento, dopo molti malumori da parte del mondo accademico inglese, preoccupato di fronte ad un'evidente restrizione della liberta' di parola, cosi' tanto sbandierata in altre sedi e  pilastro della tradizione culturale britannica. Oggi la segretaria di stato torna alla carica, forte del secondo mandato, con una proposta modificata rispetto alla prima, ma ugualmente inquietante e che apre la porta a diverse interpretazioni (per esempio, se un relatore esterno dimostra di avere un punto di vista radicale, le autorita' universitarie devono essere in grado di trovare un contro-relatore con una visione opposta e, nel dubbio, vietare direttamente al relatore invitato di prendere parola: secondo quali criteri si decide che un relatore abbia vedute estremiste? Chi mi assicura che autorita' accademiche particolarmente conservatrici non usino 'il dubbio' come mezzo arbitrario per chiudere la bocca a chi gli pare?). L'annuncio accompagna un discorso di Cameron pronunciato proprio nella mia citta', Birmingham, che ha lasciato perplessi moltissimi membri della numerosissima comunita' islamica locale e non solo loro.
http://www.theguardian.com/politics/2015/jul/20/extremist-ideology-struggle-generation-david-cameron