martedì 26 aprile 2011

"LA QUIETE INDECENTE. Una storia gotica fra Venezia e i Carpazi"

Venezia. Anno 1896.
Il Dottor Bartosz Koval, giovane medico psichiatra in ascesa, viene raggiunto a Venezia dall'amico Ireneusz, che gli chiede di tornare a Cracovia, in Polonia, per prendere in cura la giovane cugina Aurelia Michalczewski. La menomazione della ragazza, che ha sei dita per ogni mano, la espone al pubblico dileggio, oltre a rappresentare, agli occhi della societa', la presenza di un maligno che invade anche la sua anima, dotandola di poteri sottili di preveggenza e visione degli spiriti dei morti. La vergogna per un destino simile spinge la ricca famiglia Michalczewski a segregare la giovane Aurelia nei sottorranei della sontuosa residenza, togliendola agli occhi del mondo.
Bartosz lascia malvolentieri i suoi pazienti di San Servolo ma, incoraggiato dal suo maestro svizzero, Jeronimus Von Ashen, intraprende il viaggio.
Sara' un viaggio anche all'interno di se stesso e del suo passato, in cui amore e morte s'intrecciano, in una Polonia scomparsa dalle mappe geografiche, eterea quindi come gli spiriti che Aurelia vede circolare attorno a se'.
Ben presto  verra' a conoscenza, grazie a lei ed alla sorella Lavinia Michalczewski, dei segreti di famiglia che gravano su quell'algida e bianca residenza che giganteggia in mezzo al bosco alle porte di Cracovia.
Si rendera' conto che la vera malata non e' Aurelia, ben lontana dai tratti diabolici che la dipingono, bensi' coloro che la circondano. Ma sara' troppo tardi per ristabilire nella famiglia un equilibrio per sempre destabilizzato dall'orrore.
E dopo un breve rientro a Venezia per riconsultarsi col suo maestro Von Ashen, direttore del San Servolo, dovra' tornare alla residenza Michalczewski solo per raccogliere i pezzi di una tragedia consumatasi in sua assenza.

Niente vampiri o demoni in questa vicenda che ha tutti i tratti del romanzo gotico classico, arricchito da elementi del romanzo psicologico d'introspezione.
Siamo alla fine del diciannovesimo secolo, fra atmosfere decadenti e spinte alla modernita'. Fra i primi studi scientifici di parapsicologia e i primi barlumi di quella che sara' la moderna psicoterapia.
Bartosz Kowal e' il personaggio introverso,eccentrico ed affascinante che attraversa questo squarcio di secolo accompagnandoci all'interno delle follie che si annidano nella vita cosiddetta normale e rispettabile.

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