venerdì 10 febbraio 2012

GUNTHER IL TOPO

Del resto come altro avrebbe potuto Gunther Sofonowski procurarsi una moglie? Scontroso e brutto com’era sarebbe rimasto scapolo a vita. Era brutto di quella bruttezza che viene dalla cattiveria di spirito, non so se mi spiego. Se non mi sono spiegato cerco di descrivervi brevemente il personaggio: era piccolino, magro di una magrezza inverosimile, precocemente stempiato ma con i radi capelli bruni lasciati lunghi sulle spalle. Teneva degli spessissimi occhiali da vista che alcuni, giurano, gli videro addosso sin da quando era bambino (mi sembra surreale che ci sia stato un Gunther Sofonowski bambino, forse una copia di quello attuale, ma ancora più piccolo). Stava sempre lievemente curvo e con le mani raccolte sul grembo, le dita eternamente a forma di arpione, esattamente come un roditore. Ma il particolare più rivoltante è che era unto: la stempiatura era costantemente unta, le spalle piene di forfora erano unte e persino i bordi della montatura dei suoi occhiali erano unti. Per quanto fosse raccappricciante non ti riusciva di togliere gli occhi di dosso da quel sudiciume, era come cadere vittima di un vischioso sortilegio: Gunther Sofonowski toccava le vette più alte di sudiciume umano e la sua vista era come le scene horror di alcuni film, che ti sucitano ribrezzo ma che vuoi assolutamente guardare.

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