venerdì 20 settembre 2013

Da 'L'uomo che non poteva dormire' (racconto)



'Credo di capire sia uno stato di coscienza molto vicino a quello provato dagli epilettici durante quei fenomeni denominati ‘assenze’. Si tratta di episodi molto diversi dalle classiche fitte, nelle quali il soggetto viene colto da violenti spasmi, suscitanti panico e sensazione, tanto che un tempo si pensava fossero opera del demonio. No, in questo caso un osservatore esterno non percepirebbe alcun segno eclatante, nessun fremito e men che meno spasmo, nulla di nulla; eppure ad uno sguardo attento non sfuggirebbe una cert’ombra cadaverica negli occhi e un immobilismo inusuale degli arti. In poche parole: il soggetto in questione sta esperendo, per pochi secondi, uno straordinario fenomeno di vuoto di coscienza. La sua mente è come spenta. Il mondo attorno a lui – o lei - continua a scorrere col suo mare di dati, ma li percepisce senza registrarli. Il gatto nero, il viso barbuto, il foulard rosso passano davanti ai suoi occhi, che li vedono ma non li guardano. Sono solo ombre che hanno la consistenza dei sogni. Il soggetto non ha alcuna consapevolezza di cosa questi oggetti siano e non riesce ad attribuir loro un’identità separata dallo sfondo. ‘Gatto’, ‘foulard’, ‘rosso’, ‘viso’... null’altro che etichette momentaneamente assenti nel serbatoio della memoria, temporaneamente fuori uso. Tutto è allo stesso livello in un afono magma d’incoscienza.
È come se gli occhi, per esempio, gli organi precipui alla facoltà della vista, fossero indipendenti dalla coscienza, la quale se n’è andata chissà dove, sospesa in un luogo-non-luogo. Lo stesso dicasi per i suoni: giungono all’apparato uditivo, ma il loro è un fluire monotono e indistinto, come una musica distante. In breve, è come se, per pochi istanti, questi individui fossero morti. E pur tuttavia – qui sta la parte sorprendente – gli organi vitali continuano a funzionare in assenza di coscienza, liberi di operare senza il suo aiuto. Certo lavorano, in modo incompleto, confuso...ma lavorano. Generando dei momentanei non-morti.
Ora, come tutto questo abbia luogo, senza il collassamento del corpo o addirittura la morte fisica, è uno dei misteri che, se ha trovato riposo nelle spiegazioni medico-scientifiche, continua a suscitare in me profonda meraviglia e costernazione.'

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